I concetti prima casa e abitazione principale non sono sinonimi ma espressioni diverse, soprattutto se confrontiamo il significato sul piano normativo e fiscale

Prima casa e abitazione principale significano la stessa cosa?

Capita, nel linguaggio comune, di usare indifferentemente le espressioni prima casa e abitazione principale come se si trattasse di sinonimi e spesso si fa confusione tra l’una e l’altra.

In realtà sono due concetti da tenere distinti. Possono coincidere solo  se una persona possiede un solo immobile, nel quale risiede con la propria famiglia, caso molto frequente che contribuisce a far credere che si tratti della stessa cosa.

In tutti gli altri casi, invece, le due espressioni hanno un significato diverso l’una dall’altra, in particolare se le confrontiamo sul piano fiscale e su quello delle normative.
Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le differenze tra queste due dizioni.

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Concetto di prima casa

Il concetto di prima casa è essenzialmente di carattere fiscale e si riferisce principalmente al possesso dell’immobile e delle relative pertinenze ed è fondamentale, ai fini della tassazione sugli immobili, per poter usufruire di una serie di agevolazioni fiscali.

Tra queste possiamo elencare:

• l’applicazione dell’imposta sostitutiva dello 0,25% sull’importo finanziato con prestiti a medio e lungo termine
• il pagamento di un’aliquota ridotta per le imposte ipotecaria e catastale in caso dicompravendita di un immobile
• il pagamento di un’aliquota ridotta per le imposte ipotecaria e catastale in caso di donazione di un immobile
• il pagamento di un’aliquota ridotta per le imposte ipotecaria e catastale in caso di successione ereditaria.

In particolar modo, all’atto della stipula del rogito, si può usufruire di alcuni benefici fiscali nel caso si effettui l’acquisto di un immobile avente i requisiti di prima casa.
In particolare devono verificarsi le seguenti condizioni:

• l’immobile deve essere di tipo residenziale e non deve essere di lusso
• l’acquirente deve essere una persona fisica
• l’acquirente non deve possedere altri immobili su tutto il territorio nazionale per i quali abbia già beneficiato delle agevolazioni prima casa
• al momento in cui viene comprata la casa, l’acquirente non deve possedere altri immobili di tipo abitativo, anche per i quali non abbia beneficiato delle agevolazioni, nel medesimo Comune di quello per il quale richiede il beneficio
• l’acquirente deve avere la residenza o il proprio luogo di lavoro nel Comune dove è ubicato l’immobile
• nel caso in cui non risieda nel luogo in cui è ubicato l’immobile, l’acquirente deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, il periodo entro il quale trasferire la propria residenza è ridotto da 18 a 12 mesi, nel caso in cui per l’acquisto si stipuli un mutuo e si voglia usufruire della detrazione degli interessi passivi.

La legge, quindi, specifica che si debba possedere la residenza nel Comune in cui è ubicata la casa da acquistare, non nell’immobile stesso.
Il fatto che sia sufficiente lavorare in questo comune o avere in esso la residenza ma non è necessario abitare nella casa da acquistare, ci fa capire come la prima casa possa essere qualcosa di diverso dall’abitazione principale, che è quella invece dove si ha la proprio dimora abituale.

Concetto di abitazione principale

Il concetto di abitazione principale si riferisce più prettamente all’ambito di gestione dell’immobile ed è legato al luogo in cui si ha effettivamente la proprio residenza, o meglio la dimora abituale (concetto introdotto con la recente legislazione in merito a ICI e IMU).

Anche per l’abitazione principale si può usufruire di diverse facilitazioni, come ad esempio:

• l’esenzione dal pagamento IMU (in passato si poteva avere analoga esenzione dal pagamento dell’ICI)
• la possibilità di detrarre gli interessi passivi dei mutui stipulati per l’acquisto di una casa
• la rendita catastale non è imponibile in sede di calcolo IRPEF
altre agevolazioni previste da alcune amministrazioni comunali, come quelle per la stipula dei nuovi contratti relativi alle utenze domestiche (acqua, luce, gas) o per tasse e tariffe locali.

Si tratta di benefici che non possono essere richiesti per immobili aventi i requisiti di prima casa ma in cui non si ha la propria residenza, mentre possono essere goduti per immobili per l’acquisto dei quali non si è goduto dell’agevolazione prima casa, ma in cui si dimora abitualmente.

Per concludere, un immobile avente i requisiti di prima casa può non essere la propria abitazione principale.
Per dimostrare che lo sia, così come stabilito dalla Legge Finanziaria per il 2007, è necessario comprovarlo facendo ricorso alla residenza anagrafica.

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